E' strano come talvolta i pensieri coincidano...è strano, ma, soprattutto, è bello. Mi riallaccio quindi alla suggestione di Mario, "integrando" (se mi è permesso) le sue riflessioni con un'immagine.
Tra le tavole del Miserere, strepitosa serie di incisioni del francese Georges Rouault, c'è anche questa. Come tutte le tavole della serie, la figurazione si accompagna ad un'iscrizione, il cui svolazzante carattere non deve trarre in inganno: non si tratta di "pensierini" infantili, ma di riflessioni di incredibile lucidità. In questo caso, essa recita
Talvolta chi non vede ha consolato il viandante
Immagine stupenda, e che si apre a suggestioni molto varie. La prima che vorrei suggerire è che il cieco, che ci appare sulla sinistra, è menomato fisicamente, ed è conscio di questa cosa. Come suggeriva Mario, è in grado di poter gridare per chiedere guarigione. L'altro vede, o pensa di vedere, ma è talmente prostrato che sembra quasi affidarsi nelle mani dell'altro, lasciarsi guidare. Quante volte anche noi pensiamo di vedere, di sapere verità su di noi e gli altri...gli occhi in realtà non ci servono più, è come se avessimo già visto tutto, saputo tutto. E in realtà sappiamo poco o nulla. Vedendo questa immagine mi vengono in mente le parole di San Paolo, sulla forza che risiede nella debolezza. E questo mi suggerisce un'altra riflessione, su quante volte dai "deboli", da quelli che ci sembrano meritevoli di aiuto, ci arrivano lezioni, ma soprattutto consolazioni che ci superano.