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venerdì 6 giugno 2008

I peccatori a tavola con Gesù e ai suoi!

Perché il vostro maestro “mangia insieme” ai peccatori?
È una delle cose più difficili e sconcertanti del comportamento di Gesù e del suo Vangelo!
È questo infatti il rimprovero più drammatico che spunta sulla bocca dei “buoni” ogni volta che la misericordia del Dio “Padre” annunciato da Gesù, sembra eccessiva ‑ nelle parabole, nelle esortazioni, nei gesti di perdono e tenerezza (…e preferenza!) raccontati dal Vangelo. La prima reazione è di commozione per l’immensa e inaspettata misericordia… con cui il nuovo volto di Dio, rivelato da Gesù, ci avvolge e ci coinvolge (siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro che è nei cieli! Lc 6,36). Poi però, questa misericordia irrealizzabile viene presto relegata tra le tante utopie belle e impossibili del Vangelo, che forse, sì, ci dovrebbe mantenere il cuore attento alle situazioni difficili… ma di fatto il “buon senso comune” sa che, se si prendessero sul serio, sfaldano la coesione del gruppo e minano la coerenza delle esigenze morali. E così pian piano diventano normali e doverose ‑ nella chiesa e nella società (e perfino tra gli specialisti dell’osservanza radicale del vangelo, quali sono i religiosi…) ‑ “le mense separate”, cioè l’espulsione, violenta o felpata, dalla “nostra mensa” non solo dei peccatori, ma di tutti i “diversi”, di tutti coloro che non sono dei “nostri”… Alla fine, questa è la nostra conclusione ‘storica’: imitare il comportamento di Gesù è proibito dalle leggi e tradizioni degli uomini. Forse questo scandalo di allora e di sempre (perché mangiate insieme!?), è inevitabile! Non è dato dalla particolare cattiveria o insensibilità di cuore di qualcuno di ieri e di oggi. Tiene invece sempre aperta una ferita sanguinante nel cuore di chiunque ammiri e ami Gesù e sia intenerito, come lui, dalla miseria fisica e morale che fa soffrire o deturpa l’umanità di tanta gente… Forse è (ancora!) per la “durezza” del nostro cuore, che ha deciso di salvare troppe cose prima dell’amore e della misericordia, che tanti Mosè ci hanno circoncisi di prescrizioni preservative, per salvarci la morale, la liturgia, l’ortodossia… Per sostenere, insomma, la fragilità congenita e troppo vulnerabile, che ti smobilita dentro ogni certezza ed ogni difesa, quando ti lasci troppo invischiare… dalla misericordia. E bazzicando con i peccatori, rischi di sporcarti della loro polvere, di condiscendere alle loro debolezze e magari anche di prenderti qualche malattia… e comunque di finire in mezzo ai delinquenti.

… andate dunque ad imparare cosa significhi : voglio misericordia! (ribadisce imperterrito Gesù!)…
Ma loro non mettono in questione Gesù direttamente (neanche oggi ‑ lui era dio!): vanno dai suoi discepoli, che si sono venuti a trovare in una situazione di promiscuità inaspettata: stanno mangiando a fianco di gente poco raccomandabile (gente senza battesimo, che neanche pregano prima di mangiare, di sicuro senza voti religiosi e senza tanta morale).

È tutto vero, purtroppo! Infatti nel Vangelo è andata a finire che gli “eletti” non sono più quelli che faticosamente si sono costruiti un’identità e una comunità “religiosa”, ma gente senza arte né parte… senza né scelte né appartenenze condivise! E viene da dire: cosa aspettano a schierarsi o… andarsene?
… e i medici?!... Che lavorino in ambulatorio, nei dovuti luoghi, non a tavola!

… non so se non si poteva fare altro. Di sicuro nella chiesa e nelle nostre comunità avviene così! E i peccatori, i troppo deboli, gli spostati, i risposati, i diversi o gli ultimi della società… non possono più venire a mangiare “insieme” con noi.
…e colui che diceva: io non sono venuto chiamare i giusti, ma i peccatori e mangiava insieme con loro – sarà rimasto alla nostra mensa?
Almeno Lui? Perché già l'altra volta l’avevano confuso coi malfattori!

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